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Postato il 15 Settembre 2011 alle 15:00
A cura di Valentina Petrone (1)

INTRECCI DI EMOZIONI
Quando il design è donna


Patricia_urquiola Eleganza, comfort e bellezza sono i caratteri che contraddistinguono gli oggetti disegnati da Patricia Urquiola, oggi la designer più ambita dall'industria del design mondiale.
Nata in Spagna, a Oviedo, nel 1961, la sua formazione inizia alla Faculdad de Arquitectura de Madrid per concludersi presso il Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1989 con Achille Castiglioni. Nel 1990 incontra Maddalena DePadova, per cui dirige l'ufficio sviluppo prodotti collaborando con Vico Magistretti, uno dei padri del design italiano, autore tra l'altro della celebre lampada Eclisse (1965 per Artemide). Con lui realizza i primi progetti, tra cui le poltrone Flower, Chaise e Chaise Longue.
Dopo una prima esperienza indipendente con l'apertura di uno studio associato insieme ai due amici architetti De Renzio e Ramerino, diventa manager del team di progettazione del gruppo Lissoni Associati. Nel 2001 apre, infine, a Milano il proprio studio di product design, esposizioni e architettura collaborando con i produttori più affermati quali B&B Italia, Bosa, De Vecchi, Fasem, Kartell, Liv’it, MDF Italia, Molteni & C. e Tronconi, contribuendo tra l'altro in modo decisivo allo sviluppo della linea outdoor di B&B Italia con le sue 3 collezioni Canasta, che si richiama nelle forme sinuose alle ceste in vimini, Crinoline e Rave (2007-2009). Fondamentale è anche l'incontro con Patrizia Moroso nel 1998, da cui nasce un sodalizio che va oltre il piano lavorativo per assumere i tratti di una vera e propria amicizia.

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Patricia2 Convinta che il designer debba "raccontare la vita con amore", il suo lavoro trae ispirazione dagli oggetti della quotidianità, dalle opere d'arte, dai viaggi, dai giocattoli, dai tessuti lavorati, ma anche e sopratutto, come afferma lei stessa, "da quanto resta in disuso" con un'attenzione verso la seconda ibridazione degli oggetti attraverso analogie e assimilazioni e un rigoroso processo di progettazione. Gli oggetti da lei realizzati richiamano spesso le trame dei tessuti, ingigantiti come visti al microscopio e intrecciati a definire le linee e le forme degli oggetti. Un'apparenza che rivela il modo di operare della designer spagnola, che rifiutando il concetto stesso di decorazione pone la propria attenzione sulla texture, sulla "pelle" dell'oggetto, primo punto di incontro con l'oggetto stesso. Una lezione che la Urquiola ha appreso dai suoi maestri, Scarpa e Magistretti e che ben si coglie in lavori come quello realizzato con l'azienda di piastrelle Mutina (partner commerciale dell'Aslan Costruzioni s.rl.). Lavorando sulla superficie della ceramica, si è giunti ad una piastrella la cui texture viene fuori da un patchwork di trame e disegni che richiamano alla mente i merletti lavorati a mano dalle nonne, immagini e memorie lontane che trovano eco nella mente di ognuno e conferiscono un tocco romantico agli ambienti in cui questi elementi trovano spazio. Oppure, ancora, possiamo trovare la stessa attenzione nell'ultimo arrivato della famiglia Moroso, Biknit, presentato all'ultimo Salone del Mobile. Disponibile sia come seduta che come chaise longue già nel nome richiama, con un gioco di parole (Bik-nit al posto di big-nit ovvero "grande maglia"), il tema della lavorazione a maglia eccessiva che diventa struttura stessa della seduta portando "a un'estetica dilatata e intensa che trasforma l'intreccio in un segno spettacolare". La seduta è pensata in modo da adattarsi sia agli interni che all'esterni, poggia su una base in legno ed è costituita da una calza tubolare per l'intreccio composta all'interno da una maglina di contenimento in polipropilene riempita di fossfill, clisp di polietilene, e rivestita con una calza tubolare a 8 fili di filato yplast (con poliestere e pvc). Sempre sulla stessa linea lavora anche la nuova collezione Bohemian, sempre di Moroso, costituita da una famiglia di prodotti: divano, bergere, chaise longue, poltrona, in cui Patricia Urquiola si confronta con il tema del capitonné, interpretandolo in modo del tutto originale. I pezzi della collezione hanno una forma che sembra liquida, come se andasse a sciogliersi sulla struttura creando delle linee irregolari, morbide, avvolgenti, quasi casuali, dove il tessuto o la pelle viene fissato alla scocca con dei bottoni automatici. Il divano dalla forma di base tradizionale sembra indossare sulle spalle uno scialle che viene realizzato in tessuto con lavorazione a capitonné con i bottoni automatici a sottolineare il concetto di indossare un abito, regalandoci una lettura moderna di un classico. Non sono solo i tessuti, ma anche la natura e le immagini di paesaggi esotici ad ispirare il lavoro dell'Urquiola, arricchendolo di forme e colori. Così nasce, a esempio, la linea Fjord, la prima nata dalla collaborazione tra Patricia Urquiola e Patrizia Moroso, costituita da una serie di sedute per il contract: la poltrona relax, le poltroncine, gli sgabelli, i pouf, le cui forme ricordano da vicino i fiordi scandinavi richiamati dal titolo della collezione. La struttura, essenziale e leggera, si adatta alle forma e ai movimenti del corpo. Una composizione di petali in feltro e panno o panno e pelle cuciti tra loro in maniera triangolare diventano le sedute della serie Antibodi, e ancora evocativa dei fiori è la serie Bloomy in cui il bocciolo si fa sedia, il fiore aperto poltroncina, mentre la poltrona rappresenta la massima fioritura. Se il design è tale quando riesce a infondere nell'oggetto un qualcosa in più, un'emozione, allora si può dire che il lavoro di Patricia Urquiola è design, e nel significato più alto del termine; ciascun oggetto infatti trascende la propria utilità per assumere significati diversi, contemporanei, definendo una nuova dimensione del comfort che investe tutti i sensi rendendo il lavoro della designer spagnola unico e inconfondibile.

NOTE:
(1)Valentina Petrone frequenta la facolta di Ingegneria Edie-Architettura presso l'Università degli Studi di Catania. Ha svolto uno stage presso l' Aslan Costruzioni s.r.l., occupandosi della progettazione di interni e di alcuni oggetti di arredamento, attraverso software di modellazione 2D e 3D. Durante lo stesso stage ha collaborato con Antorà s.r.l. per l'ideazione di una coppia di gemelli per la nuova collezione.

BIBLIOGRAFIA:

  • Aurelio Magistà (a cura di), Arredamento&Design 2011-2012, collana Grandi Guide de "la Repubblica", Maggio 2011
  • www.moroso.it
  • http://atcasa.corriere.it/designer
  • www.living24.it, intervista a Patricia Urquiola e Patrizia Moroso in occasione del Salone del Mobile 2011


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